
7° CONCORSO
“PREMIO DI SCRITTURA CREATIVA LELLA RAZZA”
“L'IRONIA DELLE DONNE”
CON LA COLLABORAZIONE DI:
ISTITUTO “MAFFEO VEGIO”-LODI
TEATRO DELL’IMPROBABILE
GRUPPO “AMICI DI VIDARDO”
PATROCINIO DEL COMUNE DI SANT'ANGELO LODIGIANO E DEL COMUNE DI LODI
COMPOSIZIONE DELLA GIURIA
Claudio Brigliano - docente di Tedesco - Liceo Maffeo Vegio - Lodi
Giovanni Gualterotti - universitario - collaboratore de Il Cittadino
Luisella Pellegrini - docente di scuola primaria - Ist. Morzenti - S. Angelo Lod.
Gabriella Tedeschi - docente di Biochimica - Università degli Studi di Milano
INDICATORI UTILIZZATI PER LA SELEZIONE DELLE OPERE
1. Pertinenza al tema
2. Creatività e originalità
3. Stile
GIUDIZI DI PREMIAZIONE DEI TESTI IN POESIA E IN PROSA
SEZIONE POESIA
In questi versi giocosi ed ironici risalta la grazia e l’ironia di una donna che sa accertarsi superando convenzioni e canoni estetici imposti. La poesia si avvale di un linguaggio semplice, agevole ed efficace, ricco di inedite soluzioni come quella del naso ricurvo che diventa un “naso seduto”. Tale semplicità dimostra comunque lucida padronanza degli strumenti linguistici e metrici.
Gabriella Tedeschi
La lirica si segnala per la ricchezza delle immagini, che evocano una visione della natura ampia e serena nelle sue componenti più suggestive: cielo, astri, terra, nubi richiamano i quattro elementi della cultura alchemica. Particolarmente significativi il continuo richiamo alla vicinanza e il finale, teso a ricomporre i già citati elementi naturali nella pace e nell’armonia dell’universo. Un universo che si identifica con la dedicataria della lirica, di cui l’autore vuole essere iride, nella tradizione dei migliori epigrammi dell’Antologia Palatina e delle Rime di Torquato Tasso.
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Giovanni Gualterotti
I versi così intensi e accorati rendono questa una poesia in cui la nostalgia prevale e prende il sopravvento, mentre la natura si personifica e amplia sensazioni e sentimenti. “Il mare infuriato che schiaffeggia il pontile”…ma che poi consolatore “ne lambisce le ferite”…”il vento che spaventa le foglie”, mentre dolcemente” la brina ricama l’inverno” rendono empaticamente viva la malinconia del distacco, l’ineluttabilità del presente che ferma lo sguardo davanti ad una cornice. Improvvisamente però, l’ironia interviene come un dolce oblio, un velo consolatore che placa il tumulto del cuore e dell’anima rendendo sereno il ricordo, finché presente e passato s’intrecciano benevoli e ci si sente “iride nel tuo universo”.
Luisella Pellegrini
ILa lirica si segnala per la sua disarmante semplicità. Ma si tratta della semplicità profonda della poesia onesta, che osa le rime in apparenza scontate della tradizione, rinnovandole, però, con freschezza. Il valore dell’amicizia è espresso attraverso sincerità, emozione e verità. Numerose le immagini che rimandano alle percezioni sensoriali, con una pienezza che investe tutta la persona. L’identificazione affettuosa delle due “amiche per la vita” diviene assoluta nel sorriso espresso nel finale. Particolarmente pregevole la presentazione grafica della lirica, che ne valorizza la multisensorialità.
Giovanni Gualterotti
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SEZIONE NARRATIVA
Il racconto si articola con profonda ironia e leggerezza, preparando il finale di sicuro effetto. In una società in cui prevalgono i disvalori del consumismo e dell’ottusità, la protagonista, per avere speranza di ottenere un posto di lavoro, dissimula la propria intelligenza e creatività, di cui, tuttavia, si serve per costruire un alter ego credibile. Leggere libri non è ancora un reato, ma la presenza di volumi sugli scaffali del centro commerciale è tollerata a stento, quel tanto che basta per soddisfare i clienti-lettori, una specie in via in via d’estinzione. Il monito lanciato dal racconto è chiaro: leggere, pensare, riflettere!
Giovanni Gualterotti
Originale nello stile autobiografico,offre uno spunto per una riflessione simpatica e profonda sull’universo femminile, permeato d’ironia. Si rileva in questo racconto quanto sia importante questa “dote” per superare talvolta ansie, conflitti interiori e debolezze. Il saper non prendersi troppo sul serio, il saper sorridere di se stesse, ma contemporaneamente essere tenaci e volitive. Il confronto e l’approccio con il genere maschile del quale si rileva ironicamente “ la caducità effimera dell’ego” offrono spunto all’universo femminile la possibilità di creare strategie atte alla “conquista” dell’uomo, del maschio, stereotipo di quotidiana monotonia…E’ un racconto che fa riflettere con il sorriso sulle labbra, l’introspezione psicologica della figura femminile è delineata in modo chiaro….è la donna il perno che fa muovere il mondo...
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Luisella Pellegrini
Questo racconto è un delizioso quadretto di provincia, con alcuni personaggi descritti con poche parole ma con tale arguzia e maestria, che ci sembra di conoscerli da sempre. L’autrice ci porta in un mondo semplicemente simpatico e simpaticamente semplice. Dopo avere letto il racconto mi sono accorto che avevo avuto in dono una delle cose più belle che la letteratura ci può dare: l’ho letto, l’ho riletto con gusto, mi sono appassionato, mi sono divertito con intelligenza. Cosa potevo chiedere di più? Grazie Leila.
Claudio Brigliano