Corse e attese
Appuntamento con
il gruppo ore 9.00 davanti al Duomo.
Sono le 8.50 e Anna
è già in mezzo ai leoni del protiro e attende il gruppo. Temendo di arrivare in
ritardo, ha fatto una corsa in bicicletta e ora è tutta sudata.
Fortunatamente è
una bella giornata di sole. I turisti non potranno avere di che lamentarsi. Una
volta Anna si è occupata di una visita guidata del centro storico di Lodi in
pieno inverno, metà Gennaio: usciti dal Duomo, a malapena si scorgevano le
arcate dei portici della piazza. Alcuni turisti avevano borbottato,
lamentandosi della nebbia. Lei pazientemente aveva risposto
- Signori miei, che
ci volete fare, portate pazienza: qui è così tutto l’inverno…
Oggi tutto è
opportunamente sistemato: i bambini più grandi sono a scuola e all’asilo, il
più piccolo – sei mesi – è temporaneamente affidato alla nonna paterna al
negozio. Il marito già indossa il suo camice dietro la sua scrivania nel suo
studio, in ospedale: dott. Giampiero Carli, specialista in Ginecologia e
Ostetricia. Un marito medico è sempre un bene
del Cielo, dice la madre di Anna. O
forse no? vorrebbe dire Anna.
La sua vita da
dieci anni a questa parte è un continuo alternarsi di corse e attese.
Trentaquattro anni, una laurea con lode in Lettere Antiche, due anni di studio all’estero, nonni giovani ancora lavoratori, tre figli deliziosi ma vivaci e un bello e giovane marito sempre dannatamente in mezzo a donne e che non è quasi mai a casa; una graziosa villetta con alto mutuo mensile, un passionale impegno in politica, due o tre lavori, lavoretti, per meglio dire: guida turistica, traduttrice, interprete.
E non solo.
Mamma moglie
figlia donna delle pulizie donna di politica giurata in concorsi consulente
matrimoniale per le sorelle insegnante di ripetizioni privati per i figli delle
amiche e via così.
Una lista ampia quanto la pazienza di Anna che, puntuale, ogni mattina alle sei si alza per badare prima al più piccolo poi ai più grandi, marito compreso. Colazione allattamento bagni bagnetti stirare camicie cravatte zaini zainetti astucci via di corsa una allo scuolabus l’altro all’asilo due chiacchiere con le altre insistenti mamme tornare indietro disfare i letti aprire le finestre rifare i letti badare al piccolo di sei mesi aspirapolvere stracci e straccetti giocattoli da rimettere nelle scatole preparare pranzo allattare il bambino fare la spesa. Aspettare che si addormenti il bambino. Se permesso, accendere il pc. Correre alla scuola prendere la bambina pranzo compiti con la bambina con il piccolo di sei mesi in braccio che frigna e, se permesso, aprire Word. Allattare correre all’asilo prendere il bambino giochi al parco. Aspettare perché si svaghino e soprattutto si stanchino. Tornare a casa portare la bambina a danza con in braccio il piccolo di sei mesi che dorme. Aspettare che la lezione di danza finisca con il piccolo di sei mesi che le salta tra le braccia e l’altro che vuole farsi leggere tutte le favole di un libro. Svestire la bambina i cappotti guanti cuffie sciarpe automobile correre a casa bagni bagnetti allattare. Aspettare che il più piccolo si addormenti. Preparare la cena far mangiare i bambini. Aspettare che torni Giampiero. Cena caffè leggere la favola mettere a letto i bambini quattro chiacchiere con il marito allattare. Aspettare che il più piccolo si addormenti. Aspettare che il marito scopra tra le sue voglie se è serata per due coccole oppure no. In caso negativo, doccia e poi, a notte iniziata, mentre tutti sono a letto, si comincia a lavorare. Anna si siede al pc, apre il dattiloscritto affidatole e inizia a tradurre. Nonostante la stanchezza della giornata i suoni delle altre lingue le ammaliano le orecchie come le sirene di Odisseo e la catapultano in realtà lontane e differenti. Ora è una giovane ragazza madre alle prese con un boss mafioso sudamericano, ora è un imprenditore greco coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco, ora è un giovane e affascinante vedovo solo su un isola sperduta del Pacifico, ora un ragazzo violento che scopre di essere adottato: tutte le trame la liberano dalla vita quotidiana e la sostengono in un volo immaginario sopra i letti dei suoi cari, sopra il suo tetto e tutti quelli della sua città e via, lontano, verso nuovi lidi e orizzonti.
Le amiche le ripetono
sempre
- Beata te, Anna,
che non devi stare in ufficio otto ore! Puoi goderti i bambini, il marito, la
tranquillità della casa
Già, beata Anna
che se va bene dorme cinque ore e mezza a notte, quelle volte che il bambino è
bravo, se no quattro. Beata Anna che arriva alle scadenze per la consegna delle
traduzioni sempre con l’acqua alla gola ed è costretta ad affidare i bambini un
intero giorno ad una amica in modo tale da avere la casa vuota per lavorare in
santa pace. Beata Anna che ogni tanto il centralino del Centro Guide le affida
una visita guidata, come questa mattina, o l’agenzia la chiama la sera alle
dieci per un improvvisa necessità di traduttrici dal Greco. E allora ecco che s’innesca
un giro di telefonate per trovare la buon’anima che si occupi del bambino in
quelle ore.
Sono le 9.05 e Anna,
ancora in mezzo ai leoni del protiro, attende il gruppo.
A un tratto le squilla
il cellulare.
- Anna, tesoro,
sono Giada, devi correre qui da me in ufficio: mi hanno appena portato le bozze
per i manifesti. Io le trovo terribili: dobbiamo assolutamente cambiarle -
Già, dimenticava
Anna, una campagna elettorale non è cosa da sottovalutare. Soprattutto se la
candidata sindaco è proprio Giada Adalgisa De Sanctis. Trentatré anni, laurea
con lode alla Bocconi di Milano, specializzazione alla Sapienza a Roma, al
momento consulente finanziaria per un’ importante rete di aziende lodigiane e
milanesi. Single incallita, femminista convinta, “donna con le palle” come la
chiamano le amiche, mentre Anna preferisce definirla “donna di carattere”.
Amiche
dall’infanzia, Anna e Giada condividono da anni il profondo desiderio e
speranza di un ‘governo delle donne’ dove siano di casa rispetto, condivisione,
comunione, lealtà, pulizia, alleanza, collaborazione, solidarietà,
comprensione: cose tutte che, a detta di Giada, Anna e le altre “ragazze di Via
Roma”, si instaurano esclusivamente tra sole donne.
Ed ecco allora
la (folle?) idea di una lista tutta femminile. Giada, Lucia, Rebecca, Ada,
Linda, Maristella, Barbara e Angelica, Sofia, Margherita, Enrica, Lella e
Piera, Rosangela, Mirella, Ilenia e Zaira; e ancora Irma e Serena, Evelina e
Domenica, Letizia, Alessia e Maria, Fabrizia, Cinzia e Paulette. Giovani e meno
giovani, diplomate e laureate, mamme e single, mogli e conviventi, preziosi riflessi
di una variegata e straordinaria eterogeneità femminile. Insaziabili
pensatrici, infaticabili camminatrici, affascinanti ciceroni, dopo anni di
frequentazioni e discussioni serali nel ristorante di Paulette, “Le ragazze di
Via Roma”, hanno deciso di fare il grande salto: portare in campo le idee,
andare al sodo. Occuparsi in maniera attiva, oltre che di tutto il resto – casa
famiglia lavoro – anche della propria città, delle persone che la vivono, dei
mali che l’affliggono, dei sogni che vorrebbero realizzarvi. Dall’attesa di
cambiamenti si passa al movimento. Dalla teoria alla prassi, dall’astratto al
concreto, dai sogni alla possibilità di esaudirli.
- Giada sono in
Piazza, sto aspettando un gruppo e ho lasciato il bambino dalla baby-sitter. Non
so se.. -
- Ti prego Anna
siamo in alto mare, non so davvero come fare: ho bisogno di te –
Anna ha
preferito restare fuori dalla lista, sebbene lo desideri tanto, ora la sua vita
è troppo…di corsa per poter prendere altri impegni. Ma Giada ha un tale carisma
e così, alla fine, Anna, nella sua infinita pazienza, ci è scivolata dentro,
occupandosi di pubbliche relazioni. Appresa la novità, la madre di Anna ha
fatto un balzo sulla seggiola. Non si esime dal mostrare quotidianamente il proprio
disaccordo, “certe cose è meglio che le
facciano gli uomini, Anna, è come se fossero…naturalmente predisposti, al
potere”.
Anche per
questo, dunque, Anna non può fare altro che promettere a Giada che la
raggiungerà ma, questa volta, almeno, sarà l’amica ad aspettare.
9.20 e Anna, sempre tra i granitici leoni del protiro, attende il gruppo.
A un tratto,
all’orizzonte, da Corso Vittorio Emanuele, Anna vede arrivare una folla di
gente che lentamente s’incammina verso il Duomo. Finalmente, sono arrivati.
Duomo, Tempio
dell’ Incoronata, chiesa di San Francesco e poi di corsa a prendere la bambina
fuori da scuola quindi il piccolo dalla baby-sitter dunque a casa per il pranzo
allattare. Aspettare che si addormenti il piccolo. Compiti con la bambina correre
all’asilo a prendere l’altro figlio di corsa tutti in macchina per la lezione
di nuoto costumi costumino gettoni doccia asciugare capelli della bambina e
poi…